Gita a Torino senza musei: cosa vedere

Elena ValliHOME, ITALIA, TRAVEL, VIAGGI E VACANZELeave a Comment

Quest’anno ho compiuto 45 anni, volevo andare a Copenaghen o a Londra per festeggiare. Non essendo riuscita a organizzare gite così lontane, abbiamo optato per la bellissima città Sabauda.

Amo la montagna e i luoghi immersi nella natura, ma amo anche le città e dopo due anni di pandemia e ben due compleanni in totale lockdown, il primo siamo stati chiusi in casa perché era appena iniziato tutto, il secondo siamo giusto riusciti a fare una passeggiata qui nei dintorni, avevo voglia di arte, storia, di gente. 

E quale miglior città poteva rappresentare tutto questo ed è raggiungibile in giornata da dove abitiamo noi? 

Torino

Torino. Sono già stata parecchie volte in questa meravigliosa città, ma la prima eravamo sposati da due anni senza figli, in quell’occasione avevamo visitato il Museo del Cinema e girato un po’ nei dintorni della Villa Reale e saliti a Superga, in quell’occasione avevamo due amici come guida che ci hanno portato un po’ a spasso.

Poi sono tornata altre volte per lavoro e altre volte a vedere il Salone del Libro.

Ma non siamo mai stati a zonzo così senza meta con i figli, e anche loro avevano la curiosità di visitare la prima capitale d’Italia.

Torino Capitale

Lo sapevate vero che Torino è stata capitale d’Italia? 

La città Sabauda era sede del palazzo del re, del primo governo e dei ministeri, ragion per cui per comodità dal 1861 al 1864 è stata Capitale del Regno d’Italia, prima di Firenze, per poi passare il testimone definitivo a Roma.

Libri su Torino

Se poi Torino mi affascina così tanto è anche merito di Alice Basso, la scrittrice della Trilogia di Vani Sarca e il Commissario Berganza, e successivamente di Anita Bo de Il morso della Vipera, tutti ambientati nella città Sabauda. I primi ai giorni nostri, gli altri negli anni ’30 e altri due libri che vi segnalo in fondo al post.

Cosa vedere a piedi a Torino in giornata

Ma veniamo alla nostra visita. Mi sono portata anche la mia amata Canon, dopo mesi relegata a fare foto in caso, che ho usato però solo con il 50mm perché ho dimenticato a casa l’altro obiettivo.

Poco male sono venute belle foto comunque.


Torino a piedi senza musei


Abbiamo scelto di non prenotare nessun museo ma di vagabondare a piedi, un po’ perché in una giornata metterci la visita della città più l’ingresso a un muso è impensabile e un po’ anche perché in 4 al museo è un costo abbastanza alto al momento.

Ma torneremo sicuramente per il museo Egizio e per quello del cinema in altri momenti.

Piazza Vittorio Veneto

Siamo partiti da Piazza Vittorio, dove c’è un parcheggio sotterraneo a pagamento molto comodo, dopo aver fatto colazione in uno dei bar sotto i portici abbiamo proseguito lungo la strada che porta alla Mole Antonelliana, non puoi sbagliare, è proprio li dietro, ed essendo uno dei monumenti più alti d’Europa non puoi non vederla. Qui c’è stata una diatriba con Paolo che sostiene sia più alto il Duomo di Milano, ma a 8 anni tutto quello che sta sopra il metro e 50 ti sembra altissimo, quindi anche per me più o meno è la stessa cosa, e no il Duomo è alto 108 m la Mole 168. Anche se le sembianze possono ingannare non è un duomo, fu progettato da Alessandro Antonelli nel 1863, inizialmente doveva essere una Sinagoga poi è diventato monumento nazionale, e al suo interno è custodito il bellissimo Museo Nazionale del Cinema, ho delle foto ma sono ancora in analogico e attualmente non so dove trovarle, ma vi assicuro che se andate a Torino per più giorni o solo per visitare un museo questo ne vale davvero la pena. Trovi anche l’ascensore di Cristallo della Fabbrica del Cioccolato di Roal Dahl, non è vero, cioè è un ascensore di vetro ed è comunque bellissimo e molto scenografico, ma no non c’è Willy Wonka al suo interno e no nemmeno Johnny Deep.

Dalla Mole siamo tornati indietro e costeggiando il museo della RAI, che purtroppo la domenica è chiuso, ci siamo incamminati in via Giuseppe Verdi, camminando lungo i muri dell’affascinante palazzo dell’Università degli Studi, ci siamo diretti verso P.zza Castello.

Piazza Castello Torino cosa vedere

In piazza Castello si trovano il Famoso Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja, un mix di stile che parte dal Medioevo fino ad arrivare al Barocco.

Palazzo Madama costruito in epoca romana come Porta Decumana Porta Romana, Inizialmente fu usato come porta per difendere la città, divenuto poi castello e infine adibito a residenza della Madama Cristina di Borbone per la quale l’architetto Filippo Juvara progettò l’ingresso con la bellissima scala monumentale.

L’ingresso al museo costa 10 euro, volendo però potete vedere la scalinata e i giardini gratuitamente, noi questo purtroppo l’abbiamo scoperto dopo.

Ora è patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO e sede dl e Museo Civico di Arte Antica.

Proseguendo siamo arrivati all’ingresso del palazzo Reale, abbiamo fatto un giro nei giardini e visto da fuori i miei appartamenti….ehm quelli della Regina Elena e fatto un giro nell’ingresso del palazzo reale, la casa dei Savoia fino al 1865.

Un tripudio di affreschi, arazzi, con un’atmosfera fiabesca che ti farà stare tutto il tempo con gli occhi spalancati per la bellezza.

Non abbiamo fatto la visita all’interno perché questo luogo meriterebbe una giornata a se, cosa che vorrei fare presto. Si possono visitare i Palazzi Reali e la cappella della Sacra Sindone.

Cappella della Sacra Sindone

Abbiamo deciso che torneremo solo per una visita a questa bellissima residenza.

Se siete appassionati di fotografia attualmente, nei musei reali, è ospitata la mostra dedicata a Vivian Majer 

Il dito di Mussolini

Uscendo da Palazzo Reale vi troverete questo strano palazzo, di chiara epoca fascista, non si può non riconoscerlo, in realtà il suo vero nome è Torre Littoria.
Fatto costruire dal duce proprio di fronte a Palazzo Reale, una sorta di sfida al principe Umberto. Il primo grattacielo torinese, sede del Partito Nazionale Fascista, un obrobrio ribattezzato dai Torinesi “Il dito di Mussolini” e in effetti a guardarlo bene si capisce il perché.

Io ho conosciuto la storia di questo palazzo proprio grazie ai libri di Alice Basso, nel Il Morso della Vipera, racconta un pezzo della costruzione di questo scempio architettonico. 

Piazza San Carlo

Camminando ancora siamo arrivati a Piazza San Carlo, la piazza delle Chiese Gemelle, una delle piazze più importanti di Torino con al centro la statua di Emanuele Filiberto di Savoia. Recentemente la piazza è stata al centro di un bellissimo flash mob degli EugenioinviadiGioia che hanno fatto apparire un’enorme scritta “Ti amo Ancora” che ha suscitato molta curiosità.

In realtà una scritta dedicata alla nostra terra contro l’inquinamento ambientale che sta devastando il pianeta.

Uscendo dalla piazza, sul retro delle chiese Gemelle, potrai vedere due enormi statue che rappresentano il fiume Po e la Dora, realizzate nel 1936 originariamente dovevano rappresentare il Duce e il Re, per fortuna poi ha vinto il progetto dello scultore Umberto Baglioni. Sono appena recentemente restaurate e splendono nella loro bellezza.

I lampioni e le gallerie di Torino

Io vivo di particolari, amo fotografare particolari delle città che visito e a Torino a colpirmi particolarmente sono stati i Lampioni della città

Mi affascina e sono felice che nonostante l’avvento della modernità abbiano mantenuto il loro fascino antico. Torino è stata una della prima città ad avere un sistema di illuminazione pubblico e non tutti sanno che è stata una delle prime città italiane a dotarsi di un sistema di illuminazione pubblico. Ho scoperto che esiste addirittura un libro dedicato 

Soffermati a osservarli perché ne vale davvero la pena.

Le gallerie parigine di Torino

Siamo tornati poi indietro perché, anche se io le avevo già visitate tempo fa, come non fare un giro per le gallerie parigine di Torino? Ce ne sono tre in realtà noi abbiamo visto la Galleria San Federico,  con la sede del Cinema Lux, ai quali si accede dai portici prima di arrivare in piazza San Carlo.

Sono chiamati i “Passage Parigini” perché con le loro vetrate ricordano molto le gallerie della città Francese e in tutto sono tre, oltre a questo c’è la Galleria Umberto I e la Galleria Subalpina.

Il palazzo con il Piercing

Questa curiosità l’avevo vista da qualche instagrammer, non mi ricordo dove però, e non me la ricordavo effettivamente, ma alzando gli occhi al cielo l’ho ritrovato, il palazzo con il Piercing, in realtà doveva essere un’installazione temporanea rimasta li però come piccola decorazione di questa via, si chiama Baci Urbani dell’architetto Corrado Levi ed è in via Palazzo di Città, tra l’altro nel palazzo vicino si trova una targa a ricordo di Gaspero Barbera, l’editore che ha stampato la prima copia de La Nazione.

Questa è la via che conduce alla Piazza Palazzo di Città dove si trova anche una delle installazioni delle Luci d’artista di Torino, il Tappeto Volante di Daniel Buren, ed effettivamente la sensazione è quella di trovarsi sotto a un tappeto di luci. Davvero suggestivo.

Museo Egizio e Palazzo Carignano

E visto che camminare non ci stanca, ma la fame cominciava a farsi sentire, abbiamo poi deciso di tornare al punto di partenza passando all’esterno del Museo Egizio, e poi attraversare il magnifico cortile di Palazzo Carignano, la sua costruzione iniziale risale al 1679, iniziato da Guarino Guarini, con uno stile che rivela l’ispirazione del Bernini, attualmente è anche sede del museo del Risorgimento e in effetti siamo usciti proprio sulla piazza antistante, dove è collocata la statua di Carlo Alberto.

I bambini si sono divertiti a fare le foto con TOH, una riproduzione della scultura dell’artista Nicola Russo che si è ispirato alle fontane di Torino che hanno come rubinetto i thoret, delle riproduzioni di Testa di Toro. L’idea di queste statue è venuta all’artista dopo la pandemia, per “liberare” simbolicamente i Tori della fontanelle, rimaste immobili dopo il lungo lockdown, poi riprodotte da vari artisti.

E per finire il Borgo Medievale

Mi avevano detto che a Torino esiste una zona medievale e data la mia passione per l’epoca storica non potevo farmelo sfuggire.

Anche perché il villaggio è immerso nella quiete del Parco del Valentino lungo il Po e merita una visita.

Abbiamo parcheggiato vicino alla fontana dei 12 mesi, costruita per l’Esposizione Universale del 1848 e per i 50 anni dello Statuto Albertino.

Una fontana pendente decorata tutto intorno con 12 statue per i 12 mesi dell’anno e al centro le 4 statue che rappresentano i 4 fiumi di Torino, la Stura, il Po, la Dora e il Sangone.

Non è un vero e proprio castello di epoca medievale in realtà, ma una ricostruzione storica del 1884, costruito anche lui per un’esposizione universale.

Come tutte le costruzioni delle Expo doveva essere abbattuto, fortunatamente hanno deciso di mantenerlo.

C’è anche una Rocca con un castello più in alto, attualmente però è chiusa per restauri.

Riproduce in tutto e per tutto un vero borgo feudale del XV secolo, e l’atmosfera è molto suggestiva. Si accede al castello da un ponte levatoio e passeggiando per le vie ci si può quasi immaginare cavalieri e feudatari che animano le vie. 

Un tempo, le botteghe che ora ospitano negozi di souvenir e bar, erano davvero adibite a botteghe storico artigiane come in un vero borgo.

In realtà al suo interno esiste anche un manufatto dell’epoca dei veri castelli, il Pozzo di Dronero, che era stato preso da una casa di Dronero di proprietà, all’epoca del cavalier Giuseppe Voli D’Avena.

E in fondo una pianta di Melograno dorata, che un po’ ti fa sentire in una favola dei Fratelli Grimm.

Il borgo è stato costruito per finalità didattiche ma anche per cercare di mantenere viva la tradizione architettonica del territorio, in un’epoca in cui si stava delineando la nuova architettura si voleva mantenere lo stile gotico alpino e per cercare di mantenere vive le tradizioni artigianali che stavano piano piano scomparendo per via dell’industrializzazione.

Finita la visita ormai stanchi siamo andati a pranzare e poi siamo tornati verso casa.

Torneremo presto, spero, nella città piemontese a visitare i musei che abbiamo visto solo all’esterno.

Spero di avervi fatto cogliere un po’ di bellezza torinese con queste foto e questo racconto.

Torino e la Magia Bianca

E per finire prima di andare via abbiamo fatto un saluto alla Gran Madre, lo sapete che è uno dei 7 punti esoterici del mondo?

Si dice che Torino sia stata sempre circondata da un’aura magica, si dice che la sua origine risalga ai tempi degli antichi egizi con il mito di Fetonte che era figlio di Iside la dea della magia, che fondò Torino intorno al 1529 a. c. e il nome deriva da Cecrope che immolò i tori a Giove dopo la sua unione con IO, che dopo la morte venne chiamata Iside, questo mito arriva anche dal fatto che Torino è il punto confluente di 4 fiumi con l’acqua che significa purificazione per tutte le religioni.

Anche se la leggenda più probabile è quella che vede Torino fondata dai romani nel 28 a. C. con il nome di Augusta Taurinorum, e anche qui c’è un’aura di magia, perché la città divisa in due con il lato esposto dove sorge il sole quindi al bene e il lato dove tramonta, quindi il lato dove nasce l’oscurità.

Romanzi che ho letto che mi hanno fatto sognare Torino

Di Alice Basso, la serie su Anita è la storia di una dattilografa che vuole combattere contro la dittatura del periodo fascista, sopratutto quella che vorrebbe relegare le donne a mere casalinghe.

Ambientate nella Torino degli anni 30 è un romanzo davvero avvincente, se poi lo ascoltate su Audible letto con la voce dell’autrice ancora meglio.

E ovviamente anche questa gita è finita nel quaderno dei ricordi di viaggio di Paolo

E sempre di

E sempre di Alice Basso vi consiglio anche tutta la saga di Vani Sarca e del Commissario Berganza, cominciate con questo:


Valentina Stella – Il resto è Ossigeno

E se tu lo vuoi di Valeria Fioretta – Gynepraio

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