Abbigliamento sostenibile e Cora Happywear

Elena ValliCON I BAMBINI, HOME, LA MIA VITALeave a Comment

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Abbigliamento sostenibile è possibile?

Da qualche mese è avvenuto un grosso cambiamento in me. Sono sempre stata una persona che agisce d’impulso e ne pago spesso le conseguenze, a volte faccio scelte giuste a volte sbagliate, ma fino a che non ci sbatto la testa a volte non me ne rendo conto. Sto cercando però di cambiare, non credo cambierò la mia testardaggine, quella sarà molto difficile, ma voglio almeno provare a fare scelte più ponderate per tutto quello che riguarda la mia vita e quella di chi mi sta intorno, per prima ovviamente la mia famiglia, ma anche per il mondo che verrà, scegliendo alimentazione e abbigliamento sostenibile.

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Ho cominciato con il cibo, con un percorso che sto continuando di scelte consapevoli per quanto riguarda l’acquisto a KM zero, cibi Biologici e autoproduzione fino dove arrivo. Cercando di prendere il meno possibile, di non riempire la dispensa di prodotti inutili che poi devo buttare perché scadono. Ma di comprare il giusto necessario e produrre da sola quello che riesco, o scegliere comunque prodotti di provenienza sicura.

E quindi mi sono detta perché non fare tutto questo anche con l’abbigliamento? Cominciando a comprare abbigliamento sostenibile, non comprando a raffica 10 maglie a 1 euro perché sono in saldo. Fino a qualche anno fa potevo compravo meno ma di qualità e ho ancora magliette che anche oggi nonostante i mille lavaggi sono ancora belle e senza un segno, altre cose che dopo 4 lavaggi sono già da buttare e finiscono in sacchi dell’immondizia, e questo perché? Perché l’illusione dell’acquistare a “poco” ci ha portati a spendere forse di più. Ho avuto modo di riflettere su tutto questo grazie a Justine Romano e Gaia Segattini che con i loro post sulla moda Low Cost, in primis questo di Gaia sulla Moda Etica , questo di Justine sul Low Cost quanto mi costi, e anche con il suo nuovo shop, che contribuisce a sostenere l’Hand Made Italiano.

Shop di Justine

Foto di http://shop.lefunkymamas.com/it/

Ho fatto un calcolo approssimativo di una pila davanti a me, tutti capi comprati in negozi low cost: 4 maglioni a 39.99= 159,96 Vestito in maglia a 49.99… E allora sono po’ pirla: non è del tutto vero che non posso permettermi un maglione da 200 euro!Justine Romano, Funky Mamas

rendere la moda più equa per le donne, non sfruttandone la manodopera e non usando Photoshop per perfezionare donne vere che perfette già lo sono: no Sweatshop, no Photoshop.Gaia Segattini, Vendetta Uncinetta

Per finire con il post che mi ha dato la botta finale, presentando il film The True Cost, che ancora non ho visto per intero, ma conto di farlo presto, non appena mi riprendo dai 5 minuti di presentazione che ho visto nel post di Gaia. Un colpo al cuore che non può non fare riflettere.

The True Cost

Foto presa dal sito Vendetta Uncinetta

ponendo invece l’accento sul consumismo eccessivo ed indotto che ci spinge a comprare a poco prezzo cose di cui non abbiamo davvero bisogno (e che quindi butteremo a cuor leggero aumentando inquinamento e povertà) mentre ciò di cui necessitiamo davvero (casa, istruzione, servizio sanitario, ad esempio) diventano sempre più costosi ed elitari.Gaia Segattini, Vendetta Uncinetta

E allora noi cosa possiamo fare direte voi? Tanto, come dicono loro non è necessario non comprare più in catene di negozi a basso costo, ma cercare di fare scelte consapevoli, acquistando abbigliamento sostenibile quando possiamo, leggendo l’etichetta, cosa che avevo smesso di fare e invece è bene ricominciare, proprio il mese scorso ho acquistato dei leggins per necessità, ero di fretta e li ho presi al mercato, arrivata a casa li ho lavati immediatamente perché puzzavano di petrolio in una maniera incredibile, mi veniva la nausea, ho dovuto poi rilavare tutto quello che ho lavato con loro, li ho lasciati in ammollo un po’ con il detersivo, ma niente da fare. Ho dovuto buttarli a malincuore. E tutto questo contribuendo ancora all’inquinamento ambientale.

E ho detto basta. D’ora in poi ogni mio acquisto sarà ponderato, se non posso permettermi qualcosa controllerò bene se nell’armadio non ho già qualcosa che fa al caso, e se necessario vado per saldi, o in negozietti vintage come ci suggerisce anche Justine, o mettendo via i soldi per un acquisto più oculato e ponderato.
Ieri sono stata da H&M e anche li cominciano a fare qualcosa con la linea Conscious, quindi è possibile scegliere anche nella catene di negozi più conosciute.

Cora Happywear

Se siete convinte anche voi come me che anche quello che indossiamo può fare la differenza dovete conoscere anche CORA Happywear, una linea di abbigliamento biologica per bambini, italiana, nata da una mamma per le mamme. Elisabeth la fondatrice di questo brand, ha deciso di realizzare abbigliamento Ecosostenibile alla nascita del suo primo figlio, e produce abbigliamento biologico con prezzi accessibili per bebè. donne e bambini. La loro sede è in Alto Adige, immersa nei colori della natura, tra le montagne e con aria fresca e pulita.

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I loro valori sono il Coraggio, la Passione e la Comunità, e Umanità, perché una percentuale del loro ricavato va in sostegno all’adozione a distanza di bambini in Senegal in collaborazione con Plan Italia.

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I materiali con i quali producono sono l’Eucalipto, Il Bambù e il Cotone Oganico, e sul loro sito troverete tutta la spiegazione sull’utilizzo e la produzione di questi materiali ecosostenibili.

Tutti i loro capi sono prodotti in paesi che rispettano la qualità di vita dei lavoratori, Italia, Grecia e Turchia, con certificazioni garantite da un ente internazionale chiamato Fair Wear Foundation (FWF).

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Io ho provato i loro capi e sono esattamente come li descrivono, il cotone è di una morbidezza unica, non fa sudare come il sintetico ed è molto piacevole da indossare. È sicuro per la nostra pelle e per quella dei nostri figli, e come dicevamo prima è una linea un po’ più costosa certo, ma qui si torna agli acquisti consapevoli, acquistare meno ma meglio, una maglietta di qualità anche per i bambini può durare di più di una che al terzo lavaggio è già da buttare e non potrà nemmeno essere passata ai fratelli o ai cugini.

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Per acquistare su Cora potete andare direttamente dal mio link, io sono diventata una Cora Lifestyler, ovvero vendo direttamente il loro abbigliamento ed è un’attività che potete svolgere anche voi, e sul sito trovate tutte le indicazioni sul come fare.
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E voi come vi comportate con gli acquisti consapevoli?

Ringrazio Gaia e Justine per le riflessioni e per le fonti preziose.