Guest Post: Il cesto dei tesori e i Metroreaders

Elegrafica7 Comments

Ho conosciuto il Cesto dei Tesori tempo fa e me ne sono subito innamorata.

Dietro al cesto ci sono Benedetta e Cristina, due ragazze veramente in gamba che nella vista si occupano di editing e recensione libri, e durante il tempo libero se ne vanno in giro a catturare il bello che il mondo esterno ci offre.

La cosa che mi ha attratto verso il loro blog è stata una strana foto vista su facebook.

Foto tratta dal sito Il cesto dei tesori

Così ho iniziato a seguire il loro blog e oltre ai loro bellissimi post, mi sono appassionata ai Metroreaders.. ma chi sono? Perché?  Qui trovate tutti i post dedicati ai lettori metropolitani.

Ma lascio la parola a loro che si sono fatte intervistare per il mio blog e ci spiegano da dove arrivano queste strane foto e il loro bellissimo progetto.
E ci sono anche consigli per delle letture davvero interessanti per noi e per i nostri bambini.

Un’intervista a due voci a Cristina e Benedetta.

Ciao Benedetta e Cristina, ho conosciuto il vostro blog proprio grazie ai Metroreaders e mi sono incuriosita, ci raccontate quando è iniziata questa passione per il lettori metropolitani?
Semplice, durante i nostri viaggi quasi giornalieri in metropolitana, io e Cristina ci siamo accorte che le persone che leggono libri sui mezzi pubblici sono davvero poche, e che quei rari, coraggiosi esemplari di lectores metropolitanosdovevano
essere preservati e difesi, ma soprattutto immortalati a loro insaputa. Così è nata una galleria fotografica (metroreaders.tumblr.com) che aveva come unico scopo quello di portare una testimonianza, di far capire che la lettura è un’attività sana, che può essere praticata in qualsiasi momento. E che anche durante le nostre giornate, ritagliate a incastro come un puzzle psicopatico, bastano poche fermate di metropolitana per leggere qualche pagina. Leggere fa bene al corpo e alla mente, i libri vanno assunti con regolarità,leggere almeno un libro al mese ti salva la vita.
Foto tratta dal sito Il cesto dei tesori

E da cosa nasce la vostra passione per queste foto?
Ci piacciono perché sono scatti spontanei, rubati. Ritraggono le persone nel loro momento di abbandono, quando sono concentrate, interessate, annoiate. Loro in quel momento sono ispirati e in qualche modo sono di ispirazione a noi. L’arte che si nutre di se stessa. Tutto questo in una sola foto. Incredibile, no?
Domanda che ormai vi hanno fatto in mille, nessuno vi ha mai beccato? Avete ricevuto qualche querela?
Foto tratta dal sito Il cesto dei tesori

No, ormai siamo diventate bravissime a non farci beccare. Facciamo finta di armeggiare con lo smartphone e zac!, rubiamo loro un pezzetto d’anima (hihihihi risata diabolica). A parte gli scherzi, a volte ritraiamo solo i dettagli, le mani, una parte del viso o la schiena, in modo che i soggetti non siano riconoscibili. Ma anche quando li centriamo in pieno viso, intenti in ciò che in quel momento amano di più, pensiamo che questo non leda la loro dignità, ma anzi la nobiliti.

Fotografando i metroreaders avete mai scovato qualche nuovo interessante titolo da leggere?
In realtà no, siamo più concentrate sulle persone che sui libri. E poi da quando ci dedichiamo al progetto dei Metroreaders, succede paradossalmente che sui mezzi non leggiamo più.
Avete realizzato anche un video e degli sticker…raccontatemi il vostro progetto nel dettaglio e quali saranno le vostre prossime iniziative per i metroreaders.
Sì, dopo aver notato l’interesse e l’entusiasmo intorno al progetto abbiamo deciso di fare un passo oltre. Abbiamo fatto stampare mille stickers con i due metroreaders meno riconoscibili (ci teniamo a evitare una denuncia, almeno per il momento), abbiamo coinvolto Origamivideography (http://origamivideography.it/), una coppia di videomaker molto creativa, un giovane attore talentuoso, Dario Del Vecchio, e abbiamo dato il via lo scorso luglio a un’azione di guerrilla stickering in piena regola per le vie di Milano. Il video che è nato da quella giornata è un invito appassionato a non lasciarsi sconfiggere dall’ignoranza e dalla paura, un invito a imbracciare un libro per cominciare una nuova rivoluzione silenziosa, ma non per questo meno efficace.

Perché una società che non legge è una società che non cresce, e se è vero che i nostri figli  imparano tutto da noi, anche la Bellezza, insegnare a un bambino ad amare i libri lo renderà forse un giorno un adulto più consapevole. Forse più felice. Di sicuro più libero.
Foto tratta dal sito Il cesto dei tesori
E ora il vostro libro preferito e quello preferito dai vostri bambini?
Benedetta: Il mio classico, il compagno di una vita, sincero e affidabile è Dizionario dei nomi propri di Amelie Nothomb. L’amante appassionato, quello da colpo di fulmine e torciglioni di stomaco L’amica geniale di Elena Ferrante. Per quanto riguarda le mie figlie, Mia per fortuna non può andare a letto senza una Favola al telefono di Gianni Rodari. Bianca invece non riesce ancora a schiodarsi dai Barbapapà. 

Cristina: Oddio, ne scelgo uno a caso tra quelli che amo, tutti preferiti… vediamo… Il mondo secondo Garp, di John Irving. Mia figlia si addormenta sempre volentieri con la storia di Riccioli d’oro e i tre orsi, che ha soppiantato Hansel e Gretel da qualche mese. Se invece è in vena di movimento con Un libro di Hervé Tullet.

Grazie Cristina e Benedetta e tenetemi aggiornata sulle prossime iniziative. 

7 Comments on “Guest Post: Il cesto dei tesori e i Metroreaders”

  1. Ma che bella iniziativa!!!! Ma non l’avevo mai sentita…odddio, però adesso altro che leggere in metro…inizierò a cercare quelle due diaboliche fotografe!!! Idea geniale!! Complimentissimi

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